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Bonus Ristrutturazioni 50%

Bonus ristrutturazioni 2020, cessione del credito e sconto in fattura anche per i lavori ammessi alla detrazione del 50%.

Le novità previste dall’articolo 121 del Decreto Rilancio puntano a rendere più facili ed accessibili le ristrutturazioni edilizie, rendendole sicuramente una delle agevolazioni dal più ampio respiro e dal maggiore appeal anche per effetto della possibilità di cessione del credito. Non cambia l’elenco dei lavori ammessi così come resta invariato il limite di spesa, mentre una importante novità, prevista dalle misure collegate al Superbonus del 110%, coinvolge anche la possibilità di sfruttare le detrazioni per alcuni lavori di natura ordinaria in casa.

 

 

  • COSA È

Il bonus ristrutturazioni 2020 è la detrazione fiscale del 50% per i contribuenti che effettuano lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria in condominio o in edifici singoli. La detrazione del 50% è suddivisa in quote annuali spalmate su dieci anni.

Il bonus ristrutturazioni, prorogato dalla Legge di Bilancio fino al 31 dicembre 2020, consente di accedere ad un rimborso IRPEF per le spese sostenute, fino ad un massimo di 96.000 euro.

A partire dallo scorso anno e anche per i lavori del 2020 è stato introdotto un nuovo adempimento per l’accesso alla detrazione: per i lavori di ristrutturazione che comportano anche un risparmio energetico è obbligatorio l’invio della comunicazione ENEA.

 

  •  CESSIONE DEL CREDITO E SCONTO IN FATTURA (LA NOVITÀ)

Per i lavori effettuati, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione fiscale, il contribuente potrà scegliere di monetizzare subito il bonus Irpef riconosciuto, anche in relazione al bonus ristrutturazioni del 50%.

La novità è parte del pacchetto casa del decreto Rilancio, che accanto all’avvio del bonus del 110% per i “lavori trainanti” e “trainati” di riqualificazione energetica ed adeguamento antisismico, disciplina i due nuovi strumenti della cessione del credito e lo sconto in fattura.

Nel dettaglio, l’articolo 121 del decreto Rilancio prevede che la cessione del credito e lo sconto diretto da parte dell’impresa si applichino per i lavori di:

  • recupero del patrimonio edilizio: interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari nonché dei precedenti interventi e di quelli di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni degli edifici;
  • riqualificazione energetica rientranti nell’ecobonus ordinario, quali, ad esempio, gli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento o delle finestre comprensive di infissi, gli interventi sulle strutture o sull’involucro degli edifici, nonché quelli finalizzati congiuntamente anche alla riduzione del rischio sismico;
  • adozione di misure antisismiche rientranti nel sismabonus: l’opzione può essere esercitata anche con riferimento alla detrazione spettante per l’acquisto delle “case antisismiche”;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, per i quali spetta il bonus facciate introdotto dalla legge di Bilancio 2020.

L’esercizio dell’opzione dovrà essere comunicata all’Agenzia delle Entrate mediante il software disponibile online.

Nel caso di sconto in fattura, l’impresa cessionaria del credito potrà a sua volta cederlo ad altri soggetti, istituti di credito compresi. Banche in campo anche per la cessione del credito da parte del contribuente.

 

  • SPESE AMMESSE IN DETRAZIONE

Per capire per quali lavori spetta il bonus ristrutturazioni 2020 è necessario far riferimento alla guida dell’Agenzia delle Entrate che distingue le spese ammesse per gli interventi in condominio e su edifici singoli.

Nel dettaglio, la detrazione del 50% spetta per:

  • Interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali o sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • Gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • I lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori o montacarichi, installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi);
  • Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (come cancelli, grate, porte blindate, casseforti, fotocamere collegate a vigilanza privata, ecc..);
  • Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • Interventi effettuati per il risparmio energetici;
  • Interventi per l’adozione di misure antisismiche come opere per la messa in sicurezza statica;
  • Gli interventi di bonifica dall’amianto e opere per evitare gli infortuni domestici;
  • La riparazione di impianti per la sicurezza domestica (per esempio, la sostituzione del tubo del gas;
  • Apparecchi di rilevazione di gas;
  • Monitoraggio di vetri anti-infortunio;
  • Installazione corrimano.

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche:

  • Spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
  • Spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
  • Le spese per la messa in regola degli edifici;
  • Compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  • Le spese per effettuare perizie e sopralluoghi;
    IVA, imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
  • Gli oneri di urbanizzazione;
  • Altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati.

 

Il bonus ristrutturazione 2020, in alcuni casi, spetta anche per la sostituzione di porte interne.

Recentemente dal MEF sono arrivati alcuni importanti chiarimenti sui casi in cui è possibile beneficiare della detrazione Irpef del 50%.

La spesa sostenuta per cambiare le porte in casa rientra nella manutenzione ordinaria. Ciò significa che il lavoro è automaticamente detraibile in condominio, mentre sarebbe escluso per gli edifici singoli.

Il Ministero ha chiarito che la detrazione del 50%, per i singoli edifici, è riconosciuta qualora la spesa rientri in un intervento più articolato di manutenzione straordinaria.

Come stabilito dalla Circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 57 del 1998, la spesa sostenuta per interventi singolarmente non agevolabili (manutenzione ordinaria) si somma al totale degli oneri detraibili qualora integrata o correlata ad interventi di categorie diverse per i quali compete la detrazione d’imposta.

In parole semplici, la spesa sostenuta per sostituire le porte interne è detraibile qualora risulti un lavoro di finitura utile per completare i restanti interventi.

Ciò sta a significare che nel caso di manutenzione straordinaria o ristrutturazione su un edificio singolo, la detrazione del 50% può essere calcolata anche per le spese di sostituzione di porte interne (normalmente rientranti nella manutenzione ordinaria), se necessarie per completare il lavoro effettuato nel suo insieme.

 

  • I BENEFICIARI

Il bonus ristrutturazione 2020 può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia. La detrazione del 50% può essere richiesta non solo dal proprietario ma anche dai seguenti soggetti che sostengono le spese:

  • Proprietari o nudi proprietari;
  • Titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • Locatari o comodatari;
  • Soci di cooperative divise e indivise;
  • Imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • Soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Anche i piccoli condomìni che, non hanno un amministratore e non hanno un codice fiscale, possono comunque sfruttare la detrazione per lavori sulle parti comuni.

Il pagamento deve essere effettuato tramite bonifico e se non c’è il codice fiscale del condominio, i contribuenti inseriscono nel modello di dichiarazione il codice fiscale del condomino che ha effettuato il bonifico.

 

  • IL BONIFICO PER IL BONUS

Una delle principali novità, introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, riguarda l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti.

Per pagare le fatture relative ai lavori rientranti nel bonus ristrutturazioni 2020, bisognerà utilizzare un bonifico bancario o postale parlante, all’interno del quale dovranno essere indicati i seguenti dati:

Causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’art. 16-bis del Dpr 917/1986;
Il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
Il codice fiscale o Partita Iva del beneficiario del pagamento.

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento.

In questo caso la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento) e il titolare dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.

 

Guida Comunicazione ENEA 2020 detrazioni fiscali risparmio energetico: cosa, come, quando e quale documentazione inviare

  • COMUNICAZIONE ENEA

La comunicazione all’ENEA, già previsto da alcuni anni per l’ecobonus, è stato esteso da due anni fa anche per il bonus ristrutturazioni.

La trasmissione dei dati all’ENEA è necessaria per i seguenti interventi edilizi e tecnologici:

 

 

Omesso o tardivo invio comunicazione

In caso di omesso o tardivo invio della comunicazione non si perde il bonus ristrutturazione.

La normativa che ha introdotto l‘obbligo di comunicazione ENEA per i lavori ammessi al bonus ristrutturazioni che comportano anche un risparmio energetico non ha previsto sanzioni in caso di mancato invio.

In caso di omesso invio non viene meno la possibilità di accedere alla detrazione fiscale prevista per i lavori di ristrutturazione, così come per il bonus mobili ed elettrodomestici.

L’obbligo di invio della comunicazione all’ENEA, è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 per consentire di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico ottenuto grazie alla realizzazione degli interventi edilizi e tecnologici che comportano un risparmio di energia o l’utilizzo di fonti rinnovabili e che accedono al bonus ristrutturazioni del 50%.

 

  • I DOCUMENTI DA CONSERVARE

La richiesta del bonus ristrutturazioni 2020 dovrà avvenire in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi. Per beneficiare del bonus del 50% è necessario indicare gli oneri sostenuti nel Modello 730 o nel Modello Redditi.

Occorre conservare i seguenti documenti, anche in caso controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate:

  • Abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili;
  • La domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
  • Le ricevute di pagamento dell’IMU, se dovuta;
  • Delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali;
  • In caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori;
  • Comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori da inviare all’ASL, se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri;
  • Le fatture e ricevute fiscali relative alle spese.

 


Per ulteriori dettagli vi invitiamo a contattare i nostri Uffici ai consueti orari di apertura al pubblico.

 

 

 

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